Ivermectina: the game changer

Si a vaccini sperimentali, no a cure certe

L'ideologia della vaccinazione completa per il coronavirus Sars-Cov2 portata avanti da Big Pharma e dunque a cascata da tutti gli attori in gioco da essa controllati, ovvero gli enti come FDA, EMA ed AIFA, l'Ordine dei Medici, i governi nazionali, la propaganda della stampa di Goebbels ed infine i cittadini inconsapevoli di tale lavaggio del cervello, è intoccabile. Covid ergo vax parafrasando Cartesio. Corollario, finché non si sarà raggiunta una copertura vaccinale della popolazione prossima al 100%, tutte le cure potenzialmente valide, saranno screditate e denigrate. Il perché è davvero semplicissimo da capire: se esistesse una cura scientificamente accettata per il Covid, da regolamenti FDA ed EMA non potrebbe esser adottata per legge la procedura d'emergenza rapidissima per la messa in commercio dei vaccini, i quali altrimenti dovrebbero attendere sperimentazioni di anni. Ma Big Pharma e la sua “schock economy” non possono attendere.

Da un anno e mezzo a questa parte, l'accanimento a prescindere nei confronti di ogni forma di cura valida o promettente sperimentata con successo sul campo, l'ostacolo scientifico al lavoro fondamentale dei medici di base ed allo sviluppo di terapie domiciliari, è feroce e sistematico; contemporaneamente, la fede verso gli assurdi e criminali protocolli domestici speranziani e buroniani a base di tachipirina e vigile attesa, nonché verso una vaccinazione sperimentale che coinvolga tutti, dal neonato al centenario ed anche cani, gatti domestici e pesci rossi degli acquari, è cieca ed incondizionata. Non vedere questo è francamente impossibile e implica pregiudizio e profonda disonestà intellettuale. Qui non è più questione di ideologie o meno. Complottisti no vax contro filogovernativi pro sistema, disposti a nuotare in piscine di vaccino ed idratarsi sostituendo i 2 litri di acqua Uliveto giornalieri con 4 di sacro genico siero. E' diventata per me una semplice questione di intelligenza. Come fa un giornalista, analizzando uno ad uno tutti i fatti accaduti, da quasi due anni a questa parte, a non fare 2+2 e capire che c'è stata e c'è tuttora una precisa e scientifica volontà criminale di non curare il Covid ma di arrivare solo alla vaccinazione di massa della popolazione?

Come si fa a non capire che lo sviluppo farmaceutico è integralmente subappaltato ad aziende private dai fatturati spropositati che hanno oramai il controllo assoluto degli stati nazionali ai quali impongono acquisti e condizioni? Come si fa a non vedere che tutte le decisioni vanno in un'unica direzione e collegare questo all'enorme strapotere delle multinazionali del farmaco sui governi e sugli enti di controllo in teoria super partes?

Basterebbe capire quali rapporti esistono tra decisori e multinazionali, ad esempio analizzando il fenomeno del “revolving doors”, per il quale lobbisti farmaceutici e membri di consigli di amministrazione di Pfizer e company improvvisamente acquisiscono ruoli chiave negli enti di controllo, esattamente come accade nell'economia turboliberista, dove i capoccioni di istituzioni totalmente antidemocratiche come Goldman Sachs, Bildelberg, Trilaterale e via dicendo, divengono come per magia presidenti del consiglio di stati democratici e viceversa. Curioso no? Chi è la presidente dell'EMA? Come fa una che per tutta la vita ha lavorato da lobbista per le più grandi case farmaceutiche girandosele un po' tutte, che dunque ha conoscenze, interessi ed intrallazzi ramificati ovunque, ad esser responsabile dell’approvazione, del controllo e dell’efficacia di tutti i vaccini anticovid sul mercato? Qualche giornalista me lo spiega? Come fanno enti superpartes come AIFA ed EMA che orientano le decisioni della politica europea e nazionale ad avere nei propri consigli d'amministrazione rappresentanti di Big Pharma? Nessuno vede un lieve conflitto d'interesse? Solo io? Perché i commissari europei incontrano in piena emergenza pandemica sempre e solo i lobbisti di Big Pharma per arrivare a vaccini nel minor tempo possibile e mai medici in prima linea come De Donno? E' questa la scienza? Se è questa davvero, butto la mia laurea in fisica nel cesso, tiro lo sciacquone e strappo pure tutte le pubblicazioni scientifiche che ho, che tanto sudore, fatica, studio e vera ricerca pubblica mi sono costate. Tanto poi, sempre del complottista, negazionista e no vax mi danno, senza ascoltare. A prescindere di ciò che dico. Contro tali appellativi, nemmeno combatto più. Me li tengo ben stretti ed oramai ne sono pure orgoglioso. Mi distinguono dalla massa e mi va bene così.

I giornalisti di Goebbels, paladini del libero pensiero, della libertà di stampa e della pluralità dell'informazione, fedelissimi servi del PNS, il Partito Nazional-Sanitario terapeuticamente corretto seguace fedele della pseudoscienza buroniana, non indipendente e dunque minimamente credibile, è spietata nei confronti di chiunque osi dire una sola parola, fare una sola cazzo di domanda, proporre un differente approccio che non sia basato su lockdown, museruole da rottweiler, sieri genici ad RNA messaggero e tessere fasciste di appartenenza. Chi mette in discussione il pensiero unico orwelliano “Covid ergo vax” automaticamente diventa uno sporco ed ignorante complottista no vax che si fa pippe mentali assurde, ingiustificate ed ingiustificabili. Siamo in emergenza d'altronde e bisogna correre con i vaccini, immetterli nel mercato prima possibile per salvare l'umanità ed iniettarci senza alcuna garanzia sull'efficacia e gli effetti collaterali a breve, medio e lungo periodo, le sostanze sperimentali probabilmente tossiche delle bestie di Kano, delle quali, ovviamente dobbiamo fidarci ciecamente. Sono proprio le vicende nigeriane di Kano, il passato e l'integrità etica e morale di questi mostri del turbocapitalismo, a dirci d'altronde che dobbiamo e possiamo fidarci. Hanno ammazzato con un'orribile sperimentazione, ben sapendo di farlo, innocenti bambini nigeriani. Mica potranno farlo con i nostri bambini occidentali! Un bambino occidentale vale sicuramente molto più di un analfabeta di colore nemmeno registrato all'anagrafe.

Bisogna correre, dunque ora la burocrazia magicamente sparisce. Come per incanto, l'efficienza e la velocità del sistema sono estreme e si dimenticano e bypassano ogni forma di cautela e prudenza. Il principio precauzionale è sempre invocato a gran voce da Burioni e company nel caso delle cure e delle terapie Covid, a garanzia della correttezza del metodo scientifico, e rende il sistema, guarda un po', elefantiacamente lento e burocratizzato. Anche se muoiono di Covid centinaia di persone, l'emergenza che giustifica misure rapide per l'approvazione di cure, non vale più, non bisogna correre perché è estremamente pericoloso per la salute pubblica e nessuna procedura veloce che bypassa tutte le misure di sicurezza a tutela del consumatore può esser accettata ed adottata. Tutte le cure potenzialmente valide così vengono sistematicamente boicottate e vergognosamente rallentate. Sarebbe antiscientifico, immorale, eticamente e terapeuticamente scorretto. La scienza non lavora così!

La scienza richiede studi randomizzati e controllati, di fase 3 ed in doppio cieco! Non capite proprio niente eh! Fa niente che la gente muoia soffocata ora, il rigore scientifico prima di tutto, lo stesso che ha imposto il protocollo domestico assassino a base di tachipirina, preghiere e vigile attesa, che scienza alla mano, ha ammazzato letteralmente migliaia di persone. Diverse pubblicazioni scientifiche mostrano che è sbagliatissimo ed estremamente dannoso somministrare paracetamolo nelle prime fasi dell'infezione da Covid, perché questo è un potente ossidante che riduce i livelli di glutadione, antiossidante la cui riduzione determina la tempesta citochinica da Covid. Ma non ci vuole una scienza a capire che la febbre è il primo meccanismo di difesa corporeo, perché l'aumento di temperatura attiva la risposta immunitaria e pertanto non va abbassata: abbassare la febbre vuol dire sbarrare la strada alle difese dell'organismo ponendo le condizioni per il disastro. Anche Remuzzi e Suter hanno dimostrato che l'uso dell'aspirina riduce del 90% il rischio di ospedalizzazione, rispetto ai soggetti trattati con tachipirina. Sostanzialmente, dar paracetamolo ad un malato di Covid equivale a dar zucchero ad un malato di diabete. Ancora oggi, ottobre 2021, si continua ad applicare tale protocollo criminale.

Svariati medici in prima linea, che non hanno trovato alcuno spazio nei tg nazionali, monopolizzati dai virologi da salotto, sostenevano che con i loro diversi approcci, su centinaia di pazienti trattati non avevano nemmeno un ospedalizzato!

Giustamente, per le terapie valide, senza effetti collaterali ed a costo limitato, occorrono atteggiamenti prudenziali, studi rigorosissimi, anni di ricerca e sperimentazioni, esponenzialmente crescenti se il brevetto del farmaco in esame è scaduto, decenni di studi di fase 100 ed in quadruplo cieco, con la psicopolizia buroniana che controlla ben ligia al dovere e si scaglia con ferocia inaudita ed una violenza ingiustificata su qualunque medico che osi proporre e mostrare al mondo l'efficacia di un suo qualche ritrovato. Ed ovviamente, se le ricerche sono indipendenti, vanno tutte in una stessa direzione e non sono in conflitto d'interessi con Big Pharma, non sono valide ed alla psicopolizia dell'informazione mainstream non piacciono. Le lungaggini burocratiche e gli ostacoli di legge, del tutto assenti nel caso dei vaccini e di farmaci come il Remdesivir di Gilead, assolutamente inefficace secondo lo studio Solidarity di OMS, ora magicamente si dilatano all'infinito. Chissà perché. Due pesi due misure.

La verità evidente invece è che, se anche ogni essere animato sulla faccia della terra, dalla formica alla balenottera azzurra, fosse trattato con i sacri sieri di Pfizer e company, la lotta alla pandemia non sarà vinta, come dimostrano tanti casi nel mondo, ad esempio Islanda ed Israele: le vaccinazioni potranno forse ridurre la mortalità e le ospedalizzazioni, ma non sradicheranno un virus ormai diventato endemico e le sue infinite varianti. L’unica strada possibile per uscire da questo incubo è affrontare il problema alla radice: sviluppo di cure libere, democratiche ed economiche da distribuire in tutto il mondo, vaccinazione selettiva unicamente di fasce sensibili della popolazione, circolazione senza limiti del virus nelle fasce non toccate per depotenziarlo naturalmente e soprattutto investimenti nella sanità pubblica. Praticamente crollerebbe l'intero castello capitalista e neoliberista sul quale si fonda l'Europa ed il mondo di oggi. Ma poiché il paradigma economico della società globalizzata è intoccabile, si prosegue col solito ritornello: apoteosi di Big Pharma, dei suoi vaccini sperimentali e di farmaci costosissimi di molta dubbia utilità come gli anticorpi monoclonali, propaganda catastrofista e terrore a manetta per aver il totale controllo della popolazione che impaurita rinuncia totalmente a ragionare, si tessera al fascio e magari si tatua pure sul braccio il codice QR, abdicando definitivamente ad ogni forma di pensiero critico e logico.

A proposito di monoclonali: magicamente, ad agosto 2021 si riparla di cure, dopo ben un anno di martellamento di coglioni costante sui vaccini, vaccini vaccini. Meno male che ci sono i vaccini, vaccini, vaccini! E tachipirine e vigili attese. Credevo che la parola cura fosse stata cancellata dal vocabolario della nostra novalingua, esattamente come nel romanzo di Orwell, 1984!

Meno male, ai sieri sperimentali di Pfizer e company, vecchi salvatori della patria, si affiancheranno i nuovi salvatori della patria. Lo schema sarà sempre lo stesso: il CEO di turno presenterà al mondo i nuovi, miracolosi, costosissimi anticorpi monoclonali e la stampa di Goebbels farà l'apoteosi di Big Pharma osannando la scienza e la ricerca scientifica che salverà milioni di vite nel mondo. Poco importa che probabilmente funzioneranno solo nella fase iniziale della malattia, mentre l'economicissima Ivermectina con brevetto scaduto ha efficacia certa e potentissima in ogni stadio, anche molto avanzato. Poco importa che potranno esser utilizzati, guarda caso, al solito solo da pochissimi paesi ricchi perché i costi sono davvero esorbitanti. Niente da fare. Arriveranno in pompa magna i nuovi salvatori dell'umanità. Rullo di tamburi, mass media di regime radical chic schierati e dissenso tacciato. Mesi fa erano i vaccini i salvatori del mondo, ad ottobre saranno i farmaci “mab terminanti”, utilizzati già con “enorme successo” nei tumori solidi per dissanguare le finanze pubbliche degli stati e far morire ugualmente le persone di cancro, statisticamente qualche mese dopo rispetto ai vecchi veleni chemioterapici ed ovviamente, sempre secondo i loro studi.

Il risultato nel caso del Covid in ogni caso sarà probabilmente sempre lo stesso, dubbia utilità delle cure, gravi effetti collaterali ed enormi quantità di farmaco-dollaroni nelle casse di Big Pharma. E debiti pubblici degli stati che aumenteranno sempre di più ed andranno curati ovviamente tramite la santa “austerity” che calerà la mannaia sulla sanità pubblica. Otra vez. Che sistema folle! Che circolo vizioso! Che pazzia! Possibile che solo io veda tutto questo orribile scempio di denaro pubblico ad unico vantaggio del grande capitalismo internazionale? De Donno è sparito dai Tg e dai giornali, il nome stesso è stato cancellato da tutti gli archivi del mondo. Vaporizzato, come i dissidenti del Socing in 1984. Semplicemente, non è mai esistito. Anche l'Ivermectina e l'Idrossiclorochina non sono mai esistite.

E poiché anche il passato è stato cancellato, nessuno fa lo step successivo, va alle cause strutturali del dissesto sanitario ed economico, nessuno si chiede chi, in nome di chi, come e perché ha privatizzato e tagliato i fondi alla sanità pubblica o del perché la Germania ha 5 volte i posti letto in terapia intensiva dell'Italia. Si arriverebbe a capire che l'Europa “dei popoli e della pace” altro non è invece che un orribile mostro neoliberista ed imperialista, progettato a tavolino dagli USA per meglio contrastare l'URSS ed esportare allo stesso tempo in Europa il modello tatcheriano e reaganiano della scuola di Chicago, distruggendo poco a poco le costituzioni eccessivamente socialiste ed antifasciste degli stati nazionali, obbligando a cessioni di sovranità progressive ad enti sovranazionali non democratici e non eletti. Crollerebbe poco a poco l'intero proprio castello ideologico. Si capirebbe di non aver davvero capito un cazzo di nulla in questi anni. Un passo che richiede, mi rendo conto, enorme coraggio ed intelligenza perché porta inevitabilmente all'isolamento. Fatto questo step metariflessivo, però, uno ad uno i pezzi del puzzle andranno al loro posto e si capirà tutto. Tutto significa tutto. Si capirà così che l'emergenza è la nuova normalità. E' la normalità della shock economy, è la normalità del “capitalismo dei disastri” di Naomi Klein. Sono due decenni che si è in emergenza costante: quello a cui siamo soggetti da un anno e mezzo a questa parte ha poco a che vedere con la tutela della salute pubblica, ma è semplicemente un laboratorio del nuovo ordine mondiale, che sfrutta abilmente l'infezione in corso da coronavirus, definita alla conferenza di Davos “enorme opportunità”, per ridefinire l'economia ad unico vantaggio del grande capitalismo finanziario internazionale.

Plasma iperimmune, il “proiettile magico” di De Donno

La lotta del sistema alle cure per il Covid come plasma iperimmune, supplementi vitaminici C e D, Idrossiclorochina ed Ivermectina, è ed è stata spietata. Assassina. Criminale. Vergognosa. A proposito di plasma. Sentivo di dover omaggiare un eroe buono e fragile, probabilmente ingenuo, abbandonato e deriso dal sistema. Un minuto di raccoglimento per Giuseppe De Donno, padre della cura del plasma iperimmune, che si è trovato di fronte uno scoglio insormontabile. Il sistema.

Il sistema ti stritola. De Donno non ha retto, è crollato psicologicamente. Ed ha deciso di farla finita. Non penso ovviamente che il Grande Fratello sia così stupido da ammazzare una persona che era già stata abbondantemente silenziata, rendendola un martire. Però, non è davvero difficile immaginare cosa ci sia stato dietro tale orribile, liberatoria scelta: di certo un carattere fragile e molto sensibile. Probabilmente una depressione, aggravata sicuramente dal mancato riconoscimento del suo lavoro, dalla sequenza assurda di umiliazioni, insulti, mortificazioni sul piano professionale e umano che il mondo accademico impomatato, la fogna del mondo politico radical chic e la cloaca dei mass media, gli hanno riservato in quanto indipendente e non iscritto al club del PNS.

Ma oggettivamente, qual è la differenza tra omicidio intenzionale ed induzione al suicidio? Per me nessuna. Per me ad uccidere De Donno sono stati tutti gli operai dello stesso padrone turbocapitalista Big Pharma: è stato il PNS tutto e la stampa di Goebbels, che in quei giorni manco una cazzo di parola di merda in TV o sui giornali, se non a fine tg o in duecentesima pagina; e solo per gridare al complottismo e screditare il popolo dei no vax, accusato ovviamente di strumentalizzare la vicenda a proprio vantaggio. Il rovesciamento della realtà è sempre totale e sistematico. Invece di fare un mea culpa per il trattamento umiliante riservato al povero Giuseppe, si accusano e si insultano le persone che sono in piazza a protestare, mantenendo viva la sua memoria. Il mondo al contrario. Vergognatevi. Vi schifo. Nazisti di merda.

De Donno in piena pandemia ha curato centinaia di persone, sbattendosene altamente dei protocolli assassini di Speranza e company. Erano in guerra, le persone morivano e loro provavano a salvarle con il plasma iperimmune. Non c'era tempo per effettuare studi randomizzati come pretendeva il gotha impomatato del PNS. Avevano bisogno di armi istantanee rapide ed efficaci, possibilmente a basso costo e democratiche. De Donno, il "medico di campagna" che sosteneva orgoglioso di non ricevere finanziamenti dall'alto e cominciava le sue presentazioni sempre con una slide sul conflitto d'interessi, ha sempre denunciato la grande resistenza ed ostracismo ricevuto, le menzogne raccontate in TV, l'accanimento assurdo della stampa, della politica e della pseudoscienza buroniana contro di lui. Finita l'emergenza ovviamente sarebbe stata avviata tutta la sperimentazione randomizzata, controllata ed in doppio cieco del mondo, tutti gli studi di fase 3 e bla bla bla del mondo, ma in quel momento non c'era tempo. Andavano salvate vite e il sistema lo ha impedito; le alte gerarchie della tecnocrazia sanitaria radical chic da salotto, lo hanno impedito. In nome della scienza (la loro), per salvaguardare l'onore della scienza (la loro) che non può assolutamente immettere nel mercato terapie sperimentali con pochi mesi di studio. Ah, scusate, dimenticavo: a parte i vaccini.

La cura di De Donno, basata sui protocolli messi a punto negli ospedali di Pavia e Mantova sotto la sua supervisione, funzionava bene nella fase iniziale, eccome se funzionava, riducendo la mortalità di un fattore 4 come dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Haematologica di cui sopra.

E così, cosa fa Speranza? Mentre gli anziani italiani crepavano intubati, soli come cani randagi, anziché fare un monumento a questa persona, anziché invitarla nei talk-show, attivare rapidamente protocolli, affidargli finanziamenti ed affiancargli equipe di ricercatori per approfondire le sue promettenti ricerche, cosa cazzo fa Speranza? Speranza manda i NAS a perquisire lo studio. Contemporaneamente, la stampa mainstream, compreso un Fatto Quotidiano sempre più scandaloso, degenerato quasi ai livelli di Repubblica (che si mantiene sempre sul podio), davano a questo uomo, del ciarlatano in cerca di visibilità... Le Selvagge Lucarelli di turno, tette ben in mostra ma cervello ben nascosto, lo umiliavano. I Capua, i Bassetti, i Burioni del quale oramai gli italiani sanno riconoscere pure i peli nel naso, ospiti tutte le sante sere dei vomitevoli giornalisti zerbino come Fabio Fazio, Mentana, Bruno Vespa e via dicendo, con un'alzata di spalle lo schernivano e lo deridevano. E così poco a poco, da primario di pneumologia dell'ospedale Carlo Poma di Mantova, che in trincea gridava battagliero al mondo, l'incredibile efficacia nella fase iniziale, meno in fase avanzata, della sua cura così economica e democratica, dopo l'estrema delusione dello studio Tsunami che l'ISS incredibilmente non affida a lui, si autodeclassa a medico di base. Umiliato, criminalizzato e stritolato da interessi enormi, smette di relazionare i propri risultati e poco a poco scompare nell'oblio della memoria. Ed entra in un buco nero. Nell'oscurità dell'anima.

Ma le pressioni dell'opinione pubblica sono grandi ed il ministero della salute è quasi costretto ad autorizzare la sperimentazione "Tsunami". Che ovviamente però riempie della burocrazia più assurda, frammentandola in più ospedali. Fino a soffocarla. A chi si affida tale sperimentazione e come? Al Cristiano Ronaldo del plasma iperimmune De Donno? Mettendolo nelle migliori condizioni? Manco per il cazzo. La sperimentazione si affida al controllo dell'ISS, istituto sotto rigido controllo governativo, anch'esso pura e semplice espressione dei voleri di Big Pharma, composto da tutti quei bei capoccioni zanzarologi e veterinari, operai dello stesso datore di lavoro di cui sopra, che da un anno e mezzo non fanno altro che osannare vaccini in arrivo e buttare merda sulle terapie Covid.

De Donno, che orgogliosamente sosteneva di non essere un azionista di Big Pharma, giurava sulla validità delle cure. Bastava vedere i suoi occhi buoni per rendersi conto della sua onestà.

Ad Aprile 2021 l'AIFA, sempre lei, il riferimento per i giornalisti ligi alla dittatura scientifico sanitaria, boccia definitivamente il plasma iperimmune. Le cose sono due: o De Donno era un ciarlatano oppure qui qualcosa non torna. Nessun giornalista, nemmeno quelli che De Donno lo hanno intervistato, si fanno domande. Non si chiedono perché puntualmente sono bocciate terapie dal popolo per il popolo ed allo stesso tempo promosse con grande rapidità quelle a base di vaccini e farmaci costosissimi a brevetti non scaduti come i monoclonali.

In tutto il mondo il plasma iperimmune sembra funzionare alla grande, anche se esclusivamente nella fase precoce: Arturo Casadevall, presidente del dipartimento di Immunologia presso la Johns Hopkins School of Public Health degli Stati Uniti, è tra i più grandi sostenitori dell’uso della terapia al plasma di convalescenza per curare il Covid. Negli Stati Uniti il plasma è stato utilizzato, con ottimi risultati sulla mortalità generale (a patto di intervenire nella fase iniziale e non avanzata) su circa mezzo milione di persone, contribuendo ad appiattire la curva. I dati, in tutto il mondo parlano chiaro: il plasma funziona bene, ma solo se dato precocemente e solo se i pazienti non sono gravemente malati. Bassetti, conto corrente gonfiato a palla dalle multinazionali del farmaco, va in televisione a dire che il plasma non funziona. Mai.

De Donno diceva: «Occorre lavorare sulle cure. Dobbiamo avere le cure. Ed in questo momento l'unica arma certa e sicura che è un “proiettile magico”, è il siero del paziente convalescente... Per avere un vaccino sicuro serviranno anni. Io un vaccino con studio di soli 3 mesi non me lo farei mai». Parole di De Donno. A meno che anche lui non sia uno sporco complottista no vax.

De Donno non riusciva a capacitarsi del perché il plasma iperimmune non fosse stato promosso e sperimentato in tutto il mondo. Lui sapeva che funzionava alla grande, aveva visto pazienti gravi guarire improvvisamente ma la cosa non interessava a nessuno. Non aveva capito purtroppo, molto ingenuo, inguaribile romantico e sognatore, che curare i pazienti in quella fase non era la priorità ai piani alti; la priorità era arrivare al vaccino in tempi rapidi. E questo si poteva fare solo screditando tutte le cure possibili. Un minuto di raccoglimento per Giuseppe De Donno, eroe nazionale e riparto.

Giuseppe, questo articolo è anche per te. Per dirti grazie, per quello che hai fatto. Questo mondo non ti meritava. Prega per noi dall'alto. Prega per questo mondo impazzito, nel quale medici e cittadini senza codice QR di tesseramento al PNS, sono costretti a manifestazioni puntualmente ignorate dai media di regime e descritte come raduni di Forza Nuova, per riottenere un minimo di libertà, per ottenere che l'assurdo mantra di tachipirina e vigile attesa che tante persone ha ammazzato, ceda il posto ad un vero protocollo di cura. Prega dall'alto per questo mondo impazzito, in cui poche mediocri persone si arrogano il diritto di iniettare a fasce di popolazione minimamente toccate dal virus, sieri sperimentali incapaci di immunizzare e con chissà quali e quanti effetti collaterali a breve, medio e lungo termine. Prega per questo mondo impazzito, isterico, violento, irrazionale, dominato dalla paura indotta dal Grande Fratello e dalla ormai irreversibile assenza di pensiero critico.

Prega per qualche psicopoliziotto del pensiero orwelliano che ti ha intervistato, affinché rinsavisca e magari riesca ad aprire gli occhi su un sistema che considera scientificamente perfetto ed invece è un cadavere in putrefazione. Addio De Donno, che la terra ti sia lieve.

Idrossiclorochina: funziona, a patto che...

L'Idrossiclorochina (HCQ) è stato in assoluto il farmaco più testato nell'infezione da Sars-Cov2; il numero di sperimentazioni, più o meno in buona fede, è stato a dir poco spropositato. In molti casi, circa il 75% del totale, sono emersi vantaggi, non in profilassi ma quasi esclusivamente nella fase iniziale e nella mortalità generale; nel rimanente 25% dei casi, l'antimalarico non ha dimostrato alcuna efficacia ed effetti collaterali comunque non trascurabili, soprattutto quando le dosi erano eccessive. Ci sono in tutto il mondo medici in prima linea e famosi scienziati pronti a strapparsi i capelli sulla validità di tale farmaco nella lotta al Covid, ma i risultati dei più importanti studi clinici sono però oggettivamente alquanto dubbi se non proprio negativi. In medicina, giustamente, non tutti gli studi sono uguali: i trials riconosciuti dalla scienza più corretti e convincenti per accertare la bontà di una nuova terapia sono i cosiddetti RCT, cioè randomizzati, controllati ed in doppio cieco con una base statistica più ampia possibile. E studi di questo tipo, come il trial inglese “Recovery” ed il “Solidarity” di OMS, hanno purtroppo dato risultati negativi. Addirittura nel Recovery, si evidenziava un aumento significativo della mortalità. Nature ha pubblicato una meta-analisi, ovvero un “riassunto” di tutti gli studi più importanti, che sebbene non scevra da critiche e limiti, non sembra lasciare molto spazio a dubbi: l'idrossiclorochina, a medio-alti dosaggi ha efficacia antivirale assai limitata se non nulla nell'infezione da Sars-Cov2.

Purtroppo però questi studi non sono esenti da dubbi, tutt'altro. Pur rigorosissimi, si basano su un assunto iniziale totalmente sballato: hanno utilizzato dosi alte dell'antimalarico, nell'idea errata “maggior dose = maggior efficacia antivirale”. Nel Recovery, ad esempio è stata somministrata una dose abnorme del farmaco, considerata potenzialmente tossica, anche dopo una sola somministrazione, ben 2.400 mg giornalieri. E ci credo che la mortalità risultava maggiore!

In realtà oggi i ricercatori pensano che l'HCQ agisca non tanto direttamente sul virus come antivirale, ma piuttosto come immuno-modulante bloccando l'eccesso di risposta infiammatoria: in questa modalità d'azione è molto meglio agire con dosi medio-basse del farmaco abbattendo tra l'altro completamente tutti i suoi effetti collaterali.

Il miglior studio in tal senso, condotto su poco meno di 3500 pazienti Covid e pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Internal Medicine, è il CORIST (Covid-19 RISk and Treatments), nato da una collaborazione di ben 33 centri clinici italiani dalla Lombardia alla Sicilia. E' stato condotto in modo assai rigoroso, con tutti i crismi scientifici tanto cari all'establishment della tecnocrazia sanitaria buroniana, da adottare rigorosamente per tutte le cure, tanto più rigorosamente quanto più le cure sono valide ed a basso costo, mentre assolutamente da dimenticare perché procedura inutile, dannosa e lenta, per i vaccini che vanno immessi nel mercato dimenticando ogni forma di cautela e prudenza.

I dati del CORIST sono stati sottoposti ad analisi statistiche estremamente rigorose ed hanno tenuto conto di tutte le variabili in gioco e di tutti i possibili fattori di confondimento. Risultati? A parità di altre condizioni valutate, i pazienti ai quali è stata somministrata HCQ a basso dosaggio hanno avuto un tasso di mortalità inferiore del 30% rispetto a quelli che non avevano ricevuto questo trattamento, con efficacia maggiore in pazienti che al ricovero mostravano uno stato infiammatorio più evidente. Non ovviamente un risultato eccezionale che deve far gridare al miracolo, ma pur sempre comunque positivo e discreto che giustifica l'utilizzo dell'antimalarico a bassi dosaggi nel trattamento del Covid e rende totalmente ridicola, per l'ennesima volta se ce ne fosse ancora bisogno, la raccomandazione ed il divieto di somministrazione ai pazienti da parte dell'AIFA.

Inutile dire poi, e qui già so che tutti i radical chic paladini del pensiero scientificamente corretto mi daranno del complottista, che gli editori di riviste importanti sono molto riluttanti a pubblicare qualcosa di positivo sulla HCQ mentre al contrario pubblicano immediatamente ogni genere di spazzatura quando l'HCQ non funziona. Il caso dello studio di Sepan Desai pubblicato su The Lancet, è emblematico, un clamoroso falso scientifico, pieno zeppo di enormi e grossolani errori, con dati inverosimili su ogni aspetto, dalla tempistica alla posologia, dal numero abnorme di pazienti aruolati per avere maggior credibilità statistica alla localizzazione geografica degli stessi, dagli effetti collaterali assolutamente irragionevoli e comici quali pazzia e suicidi, ai risultati finali in cui ad esempio la mortalità risultava essere ben 3 volte maggiore con Clorochina rispetto ai controlli, contraddicendo ogni studio precedente. I dati sono stati palesemente inventati e pompati, denotando oltretutto stupidità ed assoluta idiozia degli autori: se si vuole barare bisogna saperlo fare bene e con intelligenza. Questo accade nella rivista medica più importante del mondo.

Sapan Desai, co-autore dell'articolo, evidentemente qualcosa contro 'sta cazzo di clorochina la deve avere altrimenti il suo accanimento contro tale farmaco non si spiega: ha pubblicato su The New England Journal of Medicine un altro articolo screditante sull'antimalarico, anch'esso fortunatamente ritirato e sconfessato. Resta da capire un tale scienziato da strapazzo dove trovi i suoi dati. Facilissimo, ve lo dico io: è il fondatore ed amministratore della Surgisphere, azienda proprietaria del database di dati utilizzati per le pubblicazioni su The Lancet e NEJM, ovviamente coperti da segreto scientifico. Davvero inquietante. Le domande nascono spontanee: come fa un tale scienziato da strapazzo, in clamoroso conflitto d'interessi, a continuare ad agire indisturbato nel mondo, sperando di non esser beccato? Da chi è pagato per mentire e pubblicare il falso? Perché quell'associazione a delinquere che si chiama ordini dei medici, tanto attenta e meticolosa nel discriminare ogni medico che non si uniformi al pensiero unico della tecnocrazia sanitaria politicamente corretta, sta a guardare e non provvede alla loro immediata radiazione? Misteri della fede.

Fatto sta, che a soli pochi giorni dalla pubblicazione del pessimo studio di The Lancet, quasi non aspettando altro e stupendo gran parte del mondo scientifico, l’OMS di Bill Gates sospende tutte le sperimentazioni in corso riguardanti l'Idrossiclorochina mettendo una pietra tombale a livello medico scientifico sull'applicabilità della HCQ nell'infezione da Covid. In tutto il mondo.

Immediatamente, in due nanosecondi esatti, EMA ed AIFA si accodano, con Speranza e Burioni che lodano ed osannano con sorrisi a mille denti la potenza della scienza e della ricerca, gioendo in modo incontenibile manco fossero reduci da una notte di infuocata passione con Belen Rodriguez.

Io davvero mi scervello nel cercare di capire come mai OMS, EMA ed AIFA siano così lenti in certi argomenti, ad esempio la validazione di terapie e cure per Covid e stranamente rapidissimi in altre, quali ad esempio lo sputtanamento di tutte le terapie fuori dall'orbita di Big Pharma, e la validazione ed il sostegno ingiustificato agli unici veri salvatori della patria, i vaccini su un virus a RNA che ha già finora accumulato migliaia di mutazioni. Otra vez, misteri della fede.

Non tutte le ciambelle però escono col buco. Nemmeno a Sepan Desai. La comunità scientifica si è mobilitata e non è stata a guardare, tanto clamorosa e sporca era stata la vicenda. E così, 140 scienziati di tutto il mondo, assai indignati da tale mostruosità scientifica, hanno inviato lettere di protesta a The Lancet, la quale a sua volta è stata costretta ad indagare. Guarda caso, poco alla volta, uno ad uno tutti gli autori ritirano la loro firma e lo studio è bollato come un falso, gettando un'ombra inquietante sulla credibilità della rivista medica più importante del mondo e sulla scienza in generale. Nessuna punizione in ogni caso per i mentitori professionisti, nessuna conseguenza scientifica. Nessuna radiazione. Niente di niente.

L'articolo-farsa viene ritirato ma l'antimalarico comunque non viene riabilitato agli occhi del pubblico e della polizia del pensiero. Come ben sanno gli stregoni della notizia, è la prima info a caratteri cubitali in prima pagina che conta, anche se clamorosamente falsa. La smentita in centocinquantesima pagina due settimane dopo, non la leggerà mai nessuno.

Stranamente poi, guarda che coincidenza, a dicembre 2020 esploderà a Taiwan la seconda fabbrica più importante del mondo del principio attivo dell'HCQ. E per fortuna! Altrimenti con tutta 'sta clorochina in giro, sai in quanti sarebbero impazziti e si sarebbero suicidati?

Mah, come si dice, a pensar a male si fa peccato, ma molte volte ci si azzecca.

In ogni caso, dopo il falso di The Lancet, poco a poco gli studi sul farmaco riprendono, a dimostrazione che le evidenze del suo funzionamento ci sono. Eccome se ci sono.

L'ideale per redimere definitivamente la questione sull'efficacia o meno dell'HCQ sarebbe l’esecuzione di un trial RCT con dosi moderate di HCQ come avvenuto nel CORIST.

Oggi in ogni caso, dati alla mano è estremamente probabile che l’Idrossiclorochina sia un farmaco con discreta efficacia nella fase iniziale della malattia da Covid 19 a patto che il dosaggio sia medio-basso. L'efficacia diviene contraddittoria e non particolarmente significativa ad alti dosaggi, quando aumentano anche gli effetti collaterali.

La questione HCQ monopolizzerà il dibattito complottisti-terapeuticamente corretti ancora per molto, il tutto a mio avviso ancora una volta ben funzionale al divide et impera, alla polarizzazione dell'opinione pubblica, utile a distogliere l'attenzione dal vero, unico, grande “game changer”.

Secondo me non bisognerebbe parlare proprio più dell'Idrossiclorochina, dal momento che esiste un farmaco potentissimo e di gran lunga più efficace nella cura dell'infezione da Sars-Cov2.

Ivermectina: il game changer

Il più grande esempio di cura nascosta, snobbata e screditata per il Covid è dato dall'Ivermectina.

Iver... che??? Sì lo so, non ne sapete nulla dell'Ivermectina... immagino. D'altronde di cosa si parla in TV? Numero di tamponi fatti, positivi asintomatici che aumentano a dismisura manco fossero zombies o vampiri a caccia di colli umani da addentare, paura e terrore, ricoveri che crescono, no vax da stanare come sorci, santo green-pass da estendere anche per uscire nel balcone di casa, e poi ovviamente... vaccini, vaccini, vaccini. Cambiate canale e... vaccini, vaccini, vaccini. Meno male che ci stanno i vaccini, vaccini, vaccini. Un bombardamento mediatico che forse non ha mai avuto eguali nella storia della propaganda. Un martellamento di coglioni costante da quasi due anni.

Nessuno di quelli che ha avuto parenti o genitori morti a causa Covid ha mai saputo che con l'Ivermectina, farmaco a brevetto scaduto, a costo ridicolo ed effetti collaterali nulli anche ad alti dosaggi, i loro cari avrebbero avuto molte più chances di salvezza e che la carica virale sarebbe stata immediatamente abbattuta. Magari leggendo queste righe mi insulteranno pure accusandomi di mancanza totale di rispetto nei confronti dei morti, senza concedersi il beneficio del dubbio. Ed invece scrivo questo solo perché ho enorme pietà di quella gente morta sola come manco il più randagio dei cani. Io da Natale 2020 in poi, dalla mia esperienza messicana e dallo studio che ne è seguito, ho sempre parlato di tale antiparassitario a chiunque, ma sono sempre stato snobbato e liquidato con un'alzata di spalle. Del tipo, “povero scemo, questo crede a chiromanti, maghi e fattucchiere”. Fa niente, non mi vergogno e continuo a predicare nel deserto.

In un anno intero, mai nessun tg o giornale, ha parlato, anche solo per sbaglio, dell'Ivermectina.

Eppure, le evidenze scientifiche della sua grande efficacia contro l'infezione da Sars-Cov-2 sono clamorose, dimostrate da molti studi indipendenti in tutto il mondo e così schiaccianti che costituiscono per quanto mi riguarda, anche la prova più evidente della malafede dei decisori politici e degli organismi di controllo come FDA, EMA ed AIFA. Basterebbe una parola, basterebbe una sola cazzo di parola detta nei tg delle 20.30 di tutto il mondo ed usciremmo dalla pandemia in uno schiocco di dita. Qualcuno conosce tale farmaco invece? No che non lo conosce. Se ne parla? No che non se ne parla. Un sano dibattito scientifico non può esserci: basta soltanto pronunciarne il nome ed automaticamente si è annoverati nelle file degli squadroni della morte dei fascistoni complottisti no vax/no mask. L'insabbiamento scientifico di tale efficace ed economica cura da parte della stampa di regime e del mondo medico entrambi al servizio delle multinazionali del farmaco, ha causato e causa tuttora centinaia di migliaia di morti ed è indubbiamente uno dei più grandi crimini del secolo. Niente Ivermectina dunque, solo tachipirina e vigile attesa. Assassini.

L'Ivermectina è stata scoperta nel 1975 da William C. Campbell e Satoshi Omura, successivi premi Nobel per la medicina del 2015. Il farmaco antielmintico è stato sviluppato e commercializzato dalla Merck a partire dal 1981, rivelandosi fin da subito un potente antiparassitario ed antivirale quasi totalmente privo di effetti collaterali, anche ad alti dosaggi. Oggi compare nella lista EML (dall'inglese Model List of Essential Medicines) delle medicine essenziali dell'OMS, praticamente un elenco dei farmaci più sicuri, economici ed efficaci di cui un sistema sanitario dovrebbe disporre. I medici dell'FLCCC (Front Line Covid-19 Critical Care Alliance), dei quali vi invito a vedere i curriculum nel sito https://covid19criticalcare.com/ (altro che Burioni...) sostengono che l’Ivermectina sia “uno dei farmaci più sicuri, a basso costo e ampiamente disponibili nella storia della medicina”. Tenete bene a mente queste frasi perché tra poco ci sarà da sbellicarsi dalle risate.

Cosa dicono i giornalisti del mainstream dell'antiparassitario che può risolvere totalmente tale pandemia e far tornare tutto come prima? I fedelissimi fedain di Big Pharma, con una delle quali in particolare mi scanno all'inverosimile (solo verbalmente perché ci vogliamo bene!), sostengono di scandagliare il web da mesi in lungo ed in largo senza trovare alcuna evidenza chiara dell'Ivermectina nella Covid-terapia, mentre sono pronti a buttarsi sul fuoco sull'efficacia di vaccini i cui dati grezzi si conosceranno solo nel 2025. Misteri della fede. Io questi poliziotti del pensiero non li capisco proprio... Mi sforzo, come mi ammonisce severamente sempre Gaby, di esser più empatico ma non ce la faccio. La mia mente logica non ce la fa. Si rifiuta di farcela. Certo, ognuno vede sempre quello che vuole vedere, ma negare l'assoluta evidenza è impossibile: la mole di studi che dimostrano incontrovertibilmente l'efficacia di tale farmaco, è enorme e non riconoscerlo pertanto è assoluta malafede. Oltretutto, questo è un modus operandi criminale perché le persone continuano a morire mentre potrebbero esser salvate. Una parola detta da un giornalista equivale a 10 milioni dette da un povero scemo come me. E non lo fate. Ma un minimo di orgoglio e dignità porca troia! Lasciate stare 'sti cazzo di FDA, EMA ed AIFA al soldo di Big Pharma, che tanto osannate, lasciate perdere i paranoici brunovespiani e fabiofaziani Burioni, Bassetti, Capua e via dicendo che hanno conflitti d'interessi grossi quanto una casa e date più ascolto ai medici indipendenti in prima linea, senza farli suicidare! Vedete e verificate con i vostri occhi! Non scopiazzate notizie qua e là! Ragionate con la vostra testa ed indagate senza paraocchi! Scoprireste così come per magia, che gli studi di ottimo livello, qualità e rigore scientifico su tale antiparassitario applicato al Covid, sono tantissimi, molti dei quali in corso. Nel momento in cui scrivo, agosto 2021, sono stati coinvolti più di 600 scienziati e 26.000 pazienti Covid in oltre 60 trials, la metà dei quali RCT, dunque con il massimo rigore scientifico, tanto caro alla scienza buroniana da salotto (sempre per le cure ma non per i covid-vaccini). E tutti vanno in un'unica direzione, come ci conferma anche Alessandro Santin, direttore dello Smilow Center dell'università di Yale, scienziato con centinaia di pubblicazioni “peer-reviewed” in carriera, il quale da mesi prescrive il farmaco ai suoi pazienti e si strappa i capelli perché è totalmente inascoltato dalla comunità scientifica. E' diventato quasi calvo oramai. «L’Ivermectina può davvero essere il game-changer contro Covid 19. Funziona, ormai la letteratura sta andando in un’unica direzione».

Applicata all'infezione di Sars-Cov2, l'Ivermectina inibisce la replicazione del virus all'interno della cellula ed abbatte drasticamente la carica virale in ogni stadio della malattia, dalla profilassi ed i primi sintomi alle fasi intermedie, fino a quelle avanzate e terminali, prevenendo l’ospedalizzazione nei pazienti trattati a domicilio e l'aggravamento dei ricoverati. Indipendentemente dalle varianti. In modo sicuro e senza particolari effetti collaterali. A costo limitatissimo perché il brevetto è scaduto ed il farmaco non è più di proprietà ma è libero. Bingo.

In profilassi e prevenzione ha mostrato un'efficacia pazzesca; in Argentina il risultato di uno studio randomizzato è stato semplicemente sbalorditivo: nessuno, ripeto nessuno dei 788 operatori sanitari senza protezioni che assumevano 12 mg di Ivermectina una volta alla settimana si è ammalato di Covid contro il 58% (237 su 407) del personale che invece non la assumeva. L'efficacia in profilassi l'ho potuta sperimentare io stesso: la mia famiglia, moglie e figli, a Novembre 2021 erano tutti positivi al Covid, asintomatici e paucisintomatici. Io non potevo ammalarmi perché avevo degli impegni (altrimenti l'avrei preso al volo per risolvere una buona volta il problema GP) e scelsi di assumere Ivermectina secondo protocollo FLCCC, ma vivendo in casa come nulla fosse, esattamente come prima, senza far attenzione a nulla, senza imbavagliarmi, senza mettermi in continuazione acidi muriatici sulle mani o mantenendo forme di distanziamento. Ma stando ovviamente ben attento quando uscivo e tamponandomi, per sicurezza delle persone che incontravo fuori, con test rapidi salivari. Risultato? Sempre negativo.

Tutti, ma proprio tutti i medici inizialmente scettici che la utilizzano, sono letteralmente sbalorditi della sua grande efficacia, notando risposte assai rapide: nel giro di 24-48 ore tutti i pazienti migliorano radicalmente la loro ossigenazione, compatibilmente d'altronde con l'importante pubblicazione sulla rivista scientifica Antiviral Research, nella quale si evince la straordinaria capacità dell’antiparassitario di eliminare in vitro entro 48 ore il virus del Covid-19 dalle cellule umane.

Il farmaco funziona anche sui “Long-Covid” ovvero su quel 10% della popolazione che dopo aver superato il Covid 19, spesso di grado lieve o moderato che nemmeno aveva reso necessario il ricovero, non sono poi più riusciti a tornare alla normalità per la persistenza di sintomi debilitanti, anche dopo diversi mesi, né a respirare come prima, né a fare sport. Il motivo è che in questi soggetti, il virus è ancora presente e resta probabilmente nascosto. Questi individui hanno una carica virale bassa, non rilevabile al tampone e non sono infettivi, ma continuano ad avere uno stato di infiammazione permanente perché il sistema immunitario percepisce ancora la presenza del virus. Il dottor Alessandro Santin di Yale, quello che sta diventando calvo, ha trattato con l'Ivermectina diverse persone in Long-Covid; hanno provato di tutto senza migliorare. Cosa accade somministrando Ivermectina? Grossi miglioramenti ci sono fin da subito, ma entro due settimane dall’inizio della cura, senza praticamente nessun effetto collaterale, la remissione dei sintomi è totale. Cari psicopoliziotti orwelliani che fate trasmissioni che terrorizzano la popolazione, le volete dire anche queste cose? O dite solo quello che fa comodo a Big Pharma?

I principali meccanismi d’azione del farmaco nei confronti del Sars-Cov2 sono 3: antivirale, antiaggregante e antinfiammatorio. Sembra che l’Ivermectina si attacchi come una cozza non solo alla glicoproteina Spike, ovvero agli spuntoni caratteristici di ogni variante ma anche a diversi altri punti strategici usati dal virus per legarsi ed entrare nelle nostre cellule. Per questo motivo, a differenza di quanto accade con gli anticorpi monoclonali, può ben funzionare anche contro tutte le varianti. Se virus è la chiave, se i recettori cellulari sono il buco della serratura della porta e la cellula è la stanza, l'Ivermectina è la "pezza che ci mette 'na pezza": è come se mettesse sopra la spike un pezzo di stoffa che non consente più alla chiave di aprire la serratura. La cellula è al sicuro, il virus non riesce più ad entrare nelle nostre cellule restando in balia del sistema immunitario che se ne sbarazza rapidamente. Il paziente comincia a respirare e riossigenarsi di nuovo in modo adeguato. Il virus non si aggancia solo ad i recettori cellulari, ma anche a globuli rossi e piastrine facendosi portare in giro nel nostro corpo fino ad attaccarsi negli endoteli, la parte interna dei vasi sanguigni. Il virus si moltiplica dentro le cellule endoteliali infiammandoli e creando trombi e coaguli, ovvero aggregati densi di globuli rossi e piastrine che ostacolano la circolazione. Arriva la vasculite sistemica, dopo un po’ il paziente non riesce più ad ossigenarsi e tutti gli organi entrano in sofferenza. Anche qui, l'Ivermectina ci mette 'na pezza: agisce da antiaggregante impedendo al brutto e cattivo virus di attaccarsi ai vasi sanguigni.

L’antiparassitario è poi dotato di un potente effetto anti-infiammatorio simile a quello dei cortisonici ma a differenza di questi, non è immunosoppressivo, cosa importantissima perché alla fine dei conti è solamente il corpo ed i suoi "soldatini di difesa" che possono sconfiggere la malattia. Proprio per questo motivo, per l'assenza di effetti immunodepressivi, il farmaco agirebbe bene anche nella fase avanzata della malattia.

Tutti gli studi (tranne uno di cui parlerò in seguito) vanno in un'unica direzione: efficacia notevole, certa, sicura perché priva di effetti collaterali, su tutte le varianti ed ad ogni stadio della malattia. Passo alle dimostrazioni di quanto detto, mostrandovi dati e pubblicazioni, per aiutare ed illuminare quei giornalisti che non sanno cercare e convincere quelli che lo sanno fare ma sono talmente schierati pro-sistema da non voler vedere. Si capirà che non esiste nessuna ma proprio nessuna giustificazione al mancato utilizzo di tale farmaco per la cura del Covid.

Non vi mostrerò, però come fanno OMS, EMA, AIFA, la scienza da salotto e la stampa di Goebbels, gli articoli che scientificamente avvalorano di più le mie tesi. Non vi mostrerò studi di Sepan Desai tranquilli. Non sono così stupido da porgere il fianco alla critica. Vi mostrerò solo lo studio più indicativo ed incontrovertibile, indipendente e senza conflitto d'interesse dichiarato, vi mostrerò quello che gli scienziati chiamano review sistematica e meta-analisi. Una review è in pratica una revisione organizzata degli studi sull'argomento in cui gli autori svolgono un'approfondita ricerca bibliografica per giungere a delle conclusioni generali qualitative di grande validità scientifica. Non un singolo studio dunque con nuovi dati, ma una sintesi dei risultati di studi già fatti, condotta da esperti del settore, tanto più veritiera quanto più alto è il numero di studi indipendenti senza conflitto d'interessi tra quelli originari analizzati. Una specie di media di una base statistica molto più ampia, che permette dunque di avere il miglior e più affidabile quadro riassuntivo delle evidenze scientifiche sul dato argomento. Una review è sistematica quando la ricerca biblografica non è lasciata a discrezione degli autori, ma sono considerati obbligatoriamente tutti gli studi disponibili, nessuno escluso, in modo tale dunque da impedire agli scenziati di selezionare soltanto quelli che fanno comodo ed avvalorano maggiormente le loro tesi. Una meta-analisi è una review sistematica non solo qualitativa ma anche quantitativa, nella quale viene svolta una rigorosa analisi statistica per ottenere un risultato finale generale che riassume un po' tutti gli studi d’origine. Indubbiamente pertanto, leggere review sistematiche e meta-analisi è il modo migliore per capire se una terapia funziona o no, a patto che essi, ed ovviamente anche gli studi originari analizzati, non abbiano nessun conflitto d'interesse con Big Pharma. Nel caso dell'Ivermectina, essendo il farmaco libero ed a brevetto scaduto, l'ultima condizione è sempre soddisfatta, con una sola eccezione che conferma la regola di cui parlerò in seguito.

L'ultimo studio allegato non è una review, ma credo sia degno di nota perché porta la firma del Premio Nobel Satoshi Ōmura, proprio lo scienziato che scoprì l'Ivermectina nel 1975 ed ora la descrive come un miracolo della natura paragonabile alla penicillina.

Risultato di queste review e meta analisi?

La maggior parte dei pazienti che ricevono Ivermectina, non sviluppa polmoniti, stress respiratori o complicazioni cardiovascolari, in rapporto 1 a 10 con i gruppi di controllo e molti ma molti meno entrano in terapia intensiva (rapporto 1 a 80). I pazienti trattati con l'antiparassitario si negativizzano più velocemente, mediamente in quattro giorni invece di 15, e rimangono in ospedale circa la metà del tempo. La mortalità dei pazienti gravi trattati con Ivermectina si è dimezzata. Tutti ma proprio tutti gli studi (tranne uno) dimostrano grandi miglioramenti in ogni fase, sbalorditivi in profilassi e prevenzione, enormi nelle fasi iniziali e sempre evidenti anche nelle fasi molto avanzate della malattia dove intervenire in modo efficace è davvero difficile se non impossibile. La probabilità che l'Ivermectina sia inefficace nella cura del Covid è di 1 su 67 milioni; basta questo dato per far capire non solo l'assurdità, ma soprattutto la malafede assoluta del sistema politico, sanitario e mediatico mondiale. Francamente l'ostinazione di alcuni giornalisti che si ostinano a screditare e snobbare tale cura ha dell'incredibile. Gli stessi che osannano invece vaccini di cui nessuno sa nulla e sono presenti solo studi (i loro) di fase 1. Evidentemente loro, insieme ad FDA, EMA ed AIFA, scommettono tutto su quell'1 su 67 milioni.

"In summary, based on the existing and cumulative body of evidence, we recommend the use of ivermectin in both prophylaxis and treatment for COVID-19. In the presence of a global COVID-19 surge, the widespread use of this safe, inexpensive, and effective intervention would lead to a drastic reduction in transmission rates and the morbidity and mortality in mild, moderate, and even severe disease phases. The authors are encouraged and hopeful at the prospect of the many favorable public health and societal impacts that would result once adopted for use."

Importante notare che:“The authors declare that the research was conducted in the absence of any commercial or financial relationships that could be construed as a potential conflict of interest".

Riepilogando, assenza di effetti collaterali anche ad alti dosaggi, bassissimo costo, grande efficacia, certa e dimostrata per tutte le varianti del Covid in ogni stadio della malattia, dalla profilassi, alla cura in ogni fase, fino al Long-Covid a guarigione avvenuta con un guadagno netto in termini di mortalità generale.

Al di là degli studi in ogni caso, l'efficacia dell'Ivermectina è stata clamorosamente visibile sul campo in molti paesi del mondo. Molti stati centro-sud americani, africani, asiatici e dell'Europa orientale "non allineati" e "coraggiosi", se ne sono sbattuti altamente dei protocolli criminali di EMA ed FDA ed hanno introdotto l'Ivermectina come protocollo ufficiale nella cura del Covid risolvendo situazioni potenzialmente drammatiche e catastrofiche. In India, ad esempio, l'utilizzo massiccio dell'antiparassitario in alcuni stati ha determinato in poco tempo il quasi contemporaneo crollo dell'infezione al contrario di quanto avvenuto in altri stati dove il farmaco non è stato utilizzato e tale crollo non è avvenuto. Stessa cosa in alcuni paesi africani come Namibia e Zimbabwe, che ovviamente non si possono permettere nè vaccini (per di più di efficacia dubbia) per la prevenzione, nè tantomeno gli abominevoli monoclonali per la cura.

Diverse pubblicazioni mostrano che i paesi del continente nero che hanno somministrato massicciamente alla popolazione l'antielmintico per prevenire l'oncocercosi, guardacaso hanno tassi di mortalità da Covid enormemente più bassi rispetto a quelli che non l'hanno fatto: involontariamente, con tutta probabilità, hanno effettuato senza saperlo una massiccia campagna di profilassi contro il Covid. Tutti gli stati invece, come il Sudafrica che hanno sposato il modello occidentale della vaccinazione di massa rifiutando l'antiparassitario come cura, sono guarda caso travolti dalla pandemia.

E’ davvero sconvolgente vedere il continente considerato più arretrato, strabattere un occidente impazzito ed istupidito che ha rifiutato qualsiasi idea di cura perché si dovevano vendere i vaccini. All’inizio della Pandemia ci si chiedeva come avrebbero fatto i paesi poveri a uscire dalla tempesta... probabilmente invece avremmo dovuto interrogarci sugli stati ricchi e sulla degenerazione delle loro istituzioni.

Un qualcosa simile all'India è accaduto in Messico dove l'uso preventivo e curativo dell'Ivermectina ha diminuito la probabilità di ricovero quasi dell'80% ed ha evitato una strage degli innocenti visto che la sanità totalmente a pagamento non consente alla maggioranza povera della popolazione di curarsi. A Natale 2021 ero proprio lì, nel periodo clou dell'infezione. Lo zocalo del "monstruo", normalmente stracolmo, era spettrale. Negozi chiusi, recinzioni ovunque, scuole chiuse. Addirittura La Villa, la Basilica di Guadalupe, chiusa: il più grande luogo di culto di uno dei paesi più cattolici del mondo, simbolo assoluto nazionale, il giorno della vigilia di Natale era chiuso.

Pellegrini e cattolici messicani increduli. Fuori la basilica, letteralmente sotto choc. Rabbia per non poter professare la loro fede. Da non credere. Il diavolo è riuscito a far chiudere la Basilica di Guadalupe, ma non gli antros, i pub ed i locali serali e notturni. Sempre stracolmi, come la metropolitana. In questa pandemia c'è il diavolo di mezzo, lo so. Lo sento.

I genitori di Gaby, Roèl e Maria Eugenia, sono anziani e con altre patologie già presenti. Prendono pasticche tutto il giorno. Nel continente americano, l'influenza di Big Pharma è fortissima e la cultura è spaventosamente farmaco-dipendente: le persone assumono farmaci per qualsiasi cosa, la più stupida, e poi sono costrette ad assumere altri medicinali per combattere gli effetti collaterali indotti dai primi in un circolo vizioso senza fine in cui gli unici a guadagnare sono le diaboliche multinazionali, le quali ovviamente si guardano bene dal risolvere i problemi fisici ma piuttosto tendono a cronicizzarli. D'altronde loro stessi dicono che "sognano di curare anche le persone sane". Fatto sta che, eccesso di alcool e farmaci, alimentazione di pessima qualità molto zuccherina, poca cultura del benessere e dello sport, fanno sì che Roel e Maru abbiano sempre problemi respiratori e basse difese immunitarie, ora aggravate anche dal fatto che erano letteralmente terrorizzati dal Covid e non uscivano di casa da mesi, dunque poco sole ed aria pulita, poche o nulle relazioni sociali, tanta paura ed angoscia per il futuro. Sistema immunitario praticamente sottozero. Conclusione, è probabile che in caso di contagio, ci sarebbero rimati secchi e non l'avrebbero raccontata. Non potevamo rischiare. Io in particolare, ero andato in giro ovunque a Città del Messico, due giorni interi in metropolitana senza museruola, incontrando il mondo e quell'atro senza alcuna limitazione, in piena pandemia messicana. I casi di contagio aumentavano esponenzialmente, soprattutto nelle megalopoli come Mexico City e Leòn, inquinate all'inverosimile e climaticamente non calde perché posizionate su un altopiano sopra i 2000 metri: il virus sfrutta abilmente il particolato atmosferico e per "effetto taxi" aumenta di molto la distanza di potenziale contagio, ben oltre i due metri. Il governo messicano, che in precedenza aveva sempre minimizzato, è ora in preda al panico ed inizia un programma di profilassi e cura a base di Ivermectina e Metronidazol. La sorella di Gaby si occupava di distribuire alla popolazione anziana povera che non avrebbe avuto risorse per l'ospedalizzazione, kit preventivi di antiparassitario, zinco e vitamine e così noi tutti, per poter passare il Natale insieme senza però mettere a rischio i genitori di Gaby, abbiamo deciso di sottoporci a profilassi a base di tale kit.

Risultato? Una bellissima festa di Natale, con decine di persone, al chiuso, senza nessun contagio.

Praticamente non esiste al mondo un solo medico indipendente non iscritto al Partito Nazional Sanitario controllato da Big Pharma, che abbia applicato l'Ivermectina a pazienti Covid e non ne abbia visto gli enormi benefici. Inutile dire che queste persone non le vedrete mai in televisione. I mostri sacri Bruno Vespa e Fabio Fazio, hanno sviluppato un attaccamento morbosamente omosex nei confronti di Burioni, Bassetti, Speranza e Saviano, e non li invitano: d'altronde oggi, ormai l'avrete capito, i pur sacrosanti diritti civili di piccole minoranze LGBT vengono sempre prima dei diritti sociali di milioni di persone. Dovete cercarli da soli i medici eretici indipendenti non iscritti al PNS e seguirli nel tempo. Come ad esempio il dottor Luigi Garavelli, primario della Divisione malattie infettive dell'Ospedale Maggiore della Carità di Novara. «L'Ivermectina al momento attuale pare essere il migliore farmaco antivirale ed immunomodulante su tutte le fasi di Covid [...] Ormai che Covid si possa curare, meglio se precocemente, è assodato a livello mondiale. In poco tempo è stata stroncata in alcuni Stati della India la ripresa della Pandemia proprio grazie alla Ivermectina [...] Ho la fortuna di conoscere queste cose in quanto come Membro del Board Internazionale partecipo periodicamente alle Riunioni di Doctors for the World. Si, sono proprio fortunato perché posso uscire tramite piattaforma dalle nebbie di questo strano Paese... [...] ormai il pensiero unico di questa Nazione è solo il vaccino. E se non funzionasse, come già in Cile, Israele e nel Regno Unito? Cosa si racconterà agli Italiani questo Autunno?».

Il Prof. Eli Schwartz, fondatore del Center for Travel Medicine and Tropical Disease allo Sheba, ospedale classificato come il 13° miglior ospedale del mondo e il 1° in Israele sostiene che

«L'Ivermectina non porta profitti economici e così Big Pharma non vuole occuparsene […] Ho ottenuto risultati davvero notevoli ma mi hanno impedito più volte la pubblicazione dei dati. Nessuno voleva nemmeno sentirne parlare. Bisogna chiedersi come mai quando il mondo sta soffrendo così...».

Sono stato però alquanto scorretto. Lo ammetto. Non ho mostrato per par condicio l'unico studio RCT tra i 63 attualmente realizzati che va in direzione opposta screditando totalmente l'antiparassitario ed abbassando la media statistica delle review e meta analisi sull'Ivermectina. Rimedio subito: è un “controstudio” colombiano che contraddice tutti gli altri, dunque ovviamente è l'unico che ha validità scientifica e l'unico che è stato adottato come il Santo Graal dalla stampa mondiale e considerato giustificativo unico per bocciare il farmaco nella cura al Covid.

Peccato però, che le conclusioni di tale studio siano assai inverosimili se confrontate con le corrispondenti di tutte le altre ricerche indipendenti e soprattutto sia stato finanziato (guarda un po?) da GlaxoSmithKline e Sanofi. Dunque per la stampa di Goebbels, inevitabilmente, essendo finanziato da Big Pharma e contraddicendo tutti gli altri, deve esser il più attendibile di tutti, molto di più rispetto a review sistematiche e meta analisi indipendenti non in conflitto d'interesse, che dimostrano l'esatto contrario. Fatto sta che FDA in America, EMA in Europa ed AIFA in Italia vietano il farmaco. Secondo loro l'Ivermectina è pericolosa. Da sbellicarsi dalle risate, perché FDA magicamente scorda che lei stessa l'ha inserito ben 25 anni fa nella lista EML, dei farmaci più economici e sicuri del mondo, sostenendo che ogni sistema sanitario nazionale dovrebbe averne scorte in abbondanza; FDA magicamente scorda pure che sono decenni che viene utilizzato con ottimi risultati e senza effetti collaterali da miliardi di persone, ad esempio per la cecità fluviale in Africa. Uno dei farmaci più sicuri ed efficaci del mondo, improvvisamente diviene pericoloso.

Frasi ad effetto riportate su tutti i giornali in prima pagina del tipo “Non assumete Ivermectina, non siete cavalli!”. Misteri della fede. Non si capisce come possa esser pericoloso un farmaco che su quattro miliardi di dosi somministrate dal 1998, ha evidenziato solo 28 casi di gravi effetti collaterali secondo un articolo pubblicato quest’anno sull’American Journal of Therapeutics, studio dal quale si evince che l’ivermectina è stata usata in modo sicuro anche in donne incinte, bambini e neonati. Mica su puledri, cavalli, asini e giumente... Vi prego, vi scongiuro, se avete letto fin qui, leggete il pdf seguente e sbellicatevi dalle risate. Questi non sono criminali. Sono criminali comici. Fanno ridere. Fanno sbellicare dalle risate. Peccato solo che ci sia da piangere e non da ridere perché la gente sta morendo di Covid a causa dei vergognosi protocolli a base di tachipirina e vigile attesa.

L'Ivermectina è utilissima anche da sola, ma il goal della terapia anti-Covid è rappresentato da un approccio farmacologico sinergico, ovviamente sotto controllo medico, che include insieme all'antiparassitario, anche l'Azitromicina, supplementi vitaminici C e D, quercitina, curcumina, melatonina ed infine, come consigliatomi recentemente dal Dott. Santin, la NAC, l'N-acetilcisteina, dalle altissime proprietà antiossidanti, utilissima anche nei casi di post Covid polmonari, neurologici e psichiatrici. Recentemente si è visto che la tempesta citochinica da Covid può esser calmierata anche dall'Anakinra, un farmaco utilizzato per trattare l'artrite reumatoide.

Con un approccio realmente sinergico, abbandonando la vigile attesa ed adottando la precoce cura di tutti i soggetti sensibili a rischio ospedalizzazione inclusa la loro vaccinazione, potremmo uscire definitivamente da tale pandemia e da questo orribile delirio pro vax che ha spaccato in due la società. Senza più lockdown e paura, inutili pezzi di stoffa davanti alla bocca, divieti, restrizioni ed incostrituzionali TSO.

Cittadini sovrani di questo paese, lasciate perdere tachipirina e vigile attesa di generali NATO, ministri della salute laureati in Scienze politiche, personaggi spocchiosamente tronfi come Burioni, Capua e Bassetti, pennivendoli di regime, EMA, AIFA e Comitati Tecnico Scientifici, tutti operai di uno stesso padrone, tutti al soldo delle lobbies del farmaco; salvate i vostri cari! Non vaccinate i vostri bambini che non ne hanno alcun bisogno ed utilizzate in caso di positività sintomatica al Covid cure e terapie validate a livello scientifico a base di Ivermectina, allo stato attuale, agosto 2021, il vero, unico, grande “game changer” potenziale della pandemia.

Vi allego il protocollo medico messo a punto dai medici della FLCCC Alliance, valido dalla profilassi, alla cura precoce, alla fase avanzata della malattia, fino al trattamento del Long-Covid. Se riuscirò a salvare una sola vita e convincere un solo giornalista delle mie tesi, sarò l'uomo più felice del mondo.

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