Yann Tiersen

Yann Tiersen è stato per me un vero e proprio colpo di fulmine. Esattamente come accaduto al regista Jean-Pierre Jeunet che ascolta per caso alla radio un brano dell'ancora semisconosciuto compositore bretone e ne resta completamente stregato scegliendolo come colonna sonora della sua fortunata e pluripremiata pellicola, così anche io, vedo un film (sì, proprio quello di Jeunet!) ed i suoi brani uno ad uno mi entrano nel cervello.

Letteralmente folgorato da quei capolavori della mente umana, a volte malinconici e struggenti, altre volte più sbarazzini ed energici, da quelle romanticissime, intense ed eteree note, da quelle atmosfere magiche ed incantate, sfuggenti, oniriche e fuori dal tempo, torno a suonare dopo un paio di decenni di inattività: le mani, inizialmente rigide, poco a poco si sciolgono e tornano a volare sulla tastiera regalandomi emozioni indescrivibili. Che errore che feci da ragazzo nell'abbandonare lo studio del pianoforte!

Foto di Yann Tersen che compare nella locandina del Jazz festival di Montreal del 2012

Locandina del film "Il favoloso mondo di Amelie Poulain" di Jean-Pierre Jeunet (foto di Benedikte Vanderweeën, fonte flickr.com - licenza CC BY-NC-ND 4.0)

Yann Tiersen è un compositore minimalista francese, uno dei più importanti e prolifici della nostra epoca. Abilissimo, poliedrico ed eclettico polistrumentista di formazione classica ma con tendenze fortemente anticonformiste, con anima tanto passionale e romantica quanto folk, pop e rock, è stato paragonato fin dagli esordi a grandissimi come Chopin, Erik Satie, Philip Glass e Michael Nyman. In realtà, a parte il primo, che in ogni caso un paio di secoli fa suonava divinamente ma esclusivamente il pianoforte, a mio avviso Yann è decisamente una spanna sopra tutti gli altri per estro, creatività, versatilità e capacità tecniche.

Yann Tiersen al pianoforte, concerto in Cornovaglia del 2018 (foto di Jérémy Kergourlay, fonte commons.wikimedia.org - licenza CC BY-SA 4.0)

Yann Tiersen in uno stesso concerto suonando chitarra elettrica, violino e fisarmonica; concerto Milano Alcatraz marzo 2007 (Foto di Shadowgate, fonte Flickr.com, Licenza CC BY 4.0)

Grande pianista con formazione classica, è abilissimo anche con violino e fisarmonica, per l'appunto la sua "triade" strumentale d'elezione, pur non disdegnando neppure flauto, chitarra acustica ed elettrica. Anima tanto passionale e romantica quanto folk, pop e rock, in grado in uno stesso concerto di far piangere di emozione muri di cemento armato quando si siede al pianoforte, e di far scatenare in pista migliaia di giovani, come in “Le Banquet”.

Yann Tiersen è passato negli anni dalle composizioni tradizionali in chiave minimalista o rockettara, al successo planetario delle tante colonne sonore di film come ad esempio "Goodbye Lenin", "Tabarly", "La vita sognata degli angeli" e soprattutto "Il favoloso mondo di Amélie Poulain” che nel 2001 gli ha dato fama mondiale ed una valanga di premi conseguenti: le melodie di Tiersen che accompagnano le strane vicende della stralunata e misteriosa ragazza su e giù per i caratteristici vicoletti bohémienne di Montmartre, non costituiscono banalmente una semplice e bellissima soundtrack, ma rappresentano il pilastro portante di tutta la pellicola, di fatto una seconda protagonista. Anzi, probabilmente la prima protagonista, perché senza tale colonna sonora, il film non avrebbe avuto il successo che ha avuto.

Da diversi anni ormai la sua musica rappresenta la traduzione in suoni e note della sua isoletta incantata, Ouessant (Eusa in bretone), un remoto e incontaminato lembo di terra battuto dalle onde e sferzato dal vento nell'Oceano Atlantico al largo di Brest, sua città Natale nella vicina costa della Bretagna.

Qui Yann ha deciso di trasferirsi, costruendo uno studio di registrazione in una vecchia discoteca abbandonata. In questi luoghi inospitali e selvaggi, dotati di bellezza aspra e magia ancestrale, egli si è così emancipato dalla frenetica e folle vita cittadina, trovando catarsi ed ispirazione per comporre alcuni dei suoi album più riusciti come Eusa e Kerber.

Recentemente (purtroppo...) Yann si è smarcato dagli esordi per assecondare pulsioni moderne e sperimentare l'elettronica e la "computer music", una scelta che un po' stride con il suo desiderio di fuga dalla confusione cittadina, il suo ritiro ascetico e spirituale nelle campagne di Ouessant, la costante ricerca dell'analogico e la tendenza ad emanciparsi dalla modernità del digitale utilizzando frequentemente strumenti a fiato, a corda ed acustici, addirittura giocattolo, oltreché strumentazione vecchia degli anni '80 come registratori a nastro e musicassette.

Ma tant'è: la musica di Yann Tiersen oggi si nutre dell'armonioso incontro di soluzioni agli antipodi, con la tradizione delle origini che va a braccetto con una coraggiosa innovazione elettronica.

Inutile dire però che un romantico come me, apprezza tantissimo, anzi ama alla follia soprattutto il suo minimalismo melodico romantico "simil Chopin" e surrealista "simil Satie", ovvero quello degli album La Valse des Monstres, Le Phare, Rue des Cascades, L'Absente, Les Retrouvailles ed Eusa. Ci sono dei pezzi che non mi stanco mai di ascoltare e suonare... ad esempio La Dispute, da Tiersen stranamente definito come il suo brano più cupo e tragico (mentre a me sembra incredibilmente romantico!), oppure i valzer sbarazzini che compaiono in Amélie, le sue varie colonne sonore, brani drammatici come La Chute e malinconici come Naval, La Plage e Sur Le Fil... senza dimenticare i capolavori assoluti in Eusa di Portz Goret, Enez Nein, Penn ar Roc'h, Penn ar Lann, Kadoran, e le indecifrabili e strepitose trame di Rue des Cascades e L'Absente... ma l'elenco sarebbe davvero lunghissimo.

Le esibizioni di Yann Tiersen dal vivo sono pura sorpresa, variando molto l'una dall'altra: egli si alterna continuamente tra toy piano, melodiche, carillon, flauti ed armoniche a bocca da quattro soldi, passando ovviamente per i suoi 3 strumenti d'elezione, ma senza neppure disdegnare chitarra elettrica e batteria per i pezzi più duri. Ad accompagnare il tutto, spesso un sottofondo costituito da suoni ambientali dell'amata isola bretone, come ad esempio onde che si infrangono sulle rocce, vento che sibila, corvi che gracchiano in lontananza...

A volte c'è solo lui ed il pianoforte (ed in tal caso la pelle d'oca è assicurata!), a volte un incredibile mix strumentale analogico, digitale ed elettronico, altre volte è accompagnato da un'orchestra o solo da un cantante. A volte è lui stesso il cantante!

Yann Tiersen versione voce e musica elettronica nel 2012 (Foto di Herman Rhoids, fonte Flickr.com, Licenza CC BY-SA 4.0)

L'avrete capito: Yann Tiersen è indubbiamente il mio musicista contemporaneo preferito, per me un genio assoluto, un talento inarrivabile al pari dei più grandi di tutti i tempi. Non ho mai assistito purtroppo ad un suo concerto: è uno dei miei sogni, uno dei miei obiettivi prima di lasciar questo mondo terreno.

Grazie Yann. Grazie, perché le tue melodie sono e sono state psicoterapie per la mia anima, consolazione nei momenti bui, faro luminosissimo nel mare in tempesta, ed ogni santa notte mi danno la possibilità di abbandonare questo mondo terreno che spesso detesto, per volare nel mio splendido universo parallelo, "il favoloso mondo di Stefano Cipolloni" dove regnano soltanto pura emozione e poesia.

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